LIPODISTROFIA - DEFINIZIONE E CAUSE

Lipodistrofia

Il termine “lipodistrofia” significa alterazione della normale crescita ( distrofia) del tessuto adiposo (lipo). Essa erroneamente viene sempre associata al virus HIV ma la lipodistrofia può coinvolgere anche chi non ne è affetto.

Quando al coinvolgimento del tessuto adiposo si associano alterazioni del metabolismo  lipidico e glucidico si parla di  “sindrome lipodistrofica”.
Essa non necessariamente si manifesta in tutti i pazienti affetti dal virus HIV e parimenti può esistere lipodistrofia senza la presenza obbligatoria di sindrome lipodistrofica.

Le sue manifestazioni possono essere diverse e distribuite a seconda del sesso , dell’età , della razza e della durata di determinate terapie antiretrovirali oltre che del virus HIV in sé per sé.l termine “lipodistrofia” significa alterazione della normale crescita ( distrofia) del tessuto adiposo (lipo). Essa erroneamente viene sempre associata al virus HIV ma la lipodistrofia può coinvolgere anche chi non ne è affetto.
Quando al coinvolgimento del tessuto adiposo si associano alterazioni del metabolismo  lipidico e glucidico si parla di  “sindrome lipodistrofica”.
Essa non necessariamente si manifesta in tutti i pazienti affetti dal virus HIV e parimenti può esistere lipodistrofia senza la presenza obbligatoria di sindrome lipodistrofica.
Le sue manifestazioni possono essere diverse e distribuite a seconda del sesso , dell’età , della razza e della durata di determinate terapie antiretrovirali oltre che del virus HIV in sé per sé.

fattori di rischio e perchè trattare

Lipodistrofia
fattori di rischio e perchè trattare

I fattori di rischio per la lipodistrofia che sono stati presi in considerazione e attentamente valutati in questi anni sono numerosi, ma nessuno di essi è stato in grado di risolvere la difficile domanda sulla patogenesi di questa sindrome.
Senza dubbio gli inibitori delle proteasi da soli o in associazione con  gli inibitori nucleosidici e non nucleosidici della transcriptasi inversa hanno un ruolo significativo nello sviluppo della “sindrome lipodistrofica”.
Infatti è stato riscontrata la proporzionalità diretta fra la durata della terapia antiretrovirale e la comparsa di alterazioni morfologiche lipodistrofiche.
In particolare farmaci come lo Zerit, Epivir e Crixivan sono stati riscontrati costantemente presenti nella storia clinica dei pazienti con lipodistrofia.
In un campione di 90 pazienti , oggetto di studio fra il 2002 e il 2007 tali farmaci apparivano sempre presenti da soli o in associazione fra di loro.
Anche i fattori comportamentali possono rientrare nella patogenesi delle lipodistrofia.
Infatti uno stile di vita con una dieta poco idonea  al quadro metabolico del paziente può senz’altro predisporre e influenzare negativamente una situazione di lipodistrofia già clinicamente evidente.
Va  tuttavia sottolineato che il virus HIV è di per sè considerato un fattore di rischio indipendentemente dalla terapia antiretrovirale. Pertanto la lipodistrofia può essere considerata, non solo come una manifestazione clinica composita dell’infezione da HIV, che dunque si configura come un denominatore comune delle alterazioni morfologiche e metaboliche, ma anche come una condizione morbosa da prevenire e trattare.

E’ facilmente comprensibile come la percezione di un cambiamento nella propria immagine corporea possa , col tempo, provocare disagio non solo verso se stessi ma anche verso terzi. La paura di indurre il sospetto della malattia in chi ci guarda , col tempo, determina difficoltà relazionali che possono portare ad una diminuzione nella assunzione della terapia antiretrovirale nonché alla sua sospensione.Il trattamento della lipodistrofia diventa un dovere non solo verso il benessere della propria immagine corporea ma anche verso il ripristino dell’ autostima e della sicurezza che può essersi smarrita. Il benessere del corpo dunque come meta per raggiungere una serenità interiore. La valutazione del chirurgo plastico ha il compito di verificare il riconoscimento del problema , del suo impatto fisico e psicologico e decidere, insieme al paziente, come e cosa trattare.La liposuzione per il trattamento dei lipoaccumuli su addome, braccia, dorso , nonchè collo rappresenta una valida alternativa al ripristino di una silhouette corporea corretta. L’ impianto di grasso autologo o l’impego di materiali riempitivi vengono utilizzati per il ripristino dei volumi adiposi sulle guance, le tempie, gli zigomi e le regioni mandibolari che possono presentare quadri variabili di lipoatrofia fino a veri e propri quadri di perdita quasi totale dell’adipe. L’innesto di grasso autologo su glutei, interno cosce e polpacci, viene invece utilizzato quando sono disponibili quantità di grasso abbondanti che fungono da siti donatori a livello dorso-lombare e addominale. Questo tipo di redistribuzione del tessuto adiposo dal tronco verso i glutei e gli arti inferiori prende il nome di “body reshaping”. Le nuove tendenze vedono , in caso di mancanza di adipe disponibile per il trasferimento del grasso dal tronco verso gli arti inferiori, l’utilizzo di protesi per i glutei, l’interno cosce ed i polpacci con risultati sovrapponibili e spesso migliori che con la tecnica del lipofilling.